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Un sito in più lingue: quando conviene e come farlo bene

Quali lingue scegliere, perché ogni lingua deve essere completa, come aiutare i motori di ricerca dei diversi paesi.

6 minuti di lettura, aggiornata il 5 novembre 2026

Un cristallo di quarzo che scompone un raggio di luce arancione in più fasci su una superficie nera

Quando conviene

Un sito in più lingue conviene quando una parte importante dei clienti non parla la tua: turismo, nautica, esportazione, servizi a chi si trasferisce, attività vicine a confini o in città internazionali. Non conviene aggiungere lingue «per completezza»: ogni lingua va mantenuta nel tempo.

Quali lingue scegliere

Parti dai dati: da dove vengono i tuoi clienti, quali lingue sentono più spesso i tuoi collaboratori, da quali paesi arrivano le richieste. Meglio tre lingue complete e curate che otto lasciate a metà.

L'inglese è spesso la seconda lingua giusta, ma non sempre: per un'attività vicino al confine con la Francia, il francese può contare di più.

Ogni lingua deve essere completa

Una versione tradotta a metà fa più danni di nessuna traduzione. Vanno tradotti anche menu, pulsanti, moduli, messaggi d'errore, testi alternativi delle immagini, titoli e descrizioni per i motori di ricerca. E il cambio lingua deve portare alla pagina equivalente, non alla home.

Farsi trovare in ogni paese

Ogni lingua ha bisogno di indirizzi propri (per esempio /en/ per l'inglese) e di collegamenti che dicano ai motori di ricerca quali pagine si corrispondono. Così chi cerca in tedesco trova la versione tedesca.

Le traduzioni automatiche sono un buon punto di partenza; i testi importanti — la home, i servizi, le condizioni — conviene farli rivedere da un madrelingua.

  • Indirizzi separati per lingua
  • Collegamenti hreflang tra le versioni
  • Titoli e descrizioni tradotti
  • Revisione madrelingua dei testi chiave

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