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Rifare un sito senza perdere le visite

Il restyling è il momento in cui si perdono più visite. Ecco come evitarlo: analisi, mappa degli indirizzi, reindirizzamenti, controlli.

6 minuti di lettura, aggiornata il 5 novembre 2026

Un cristallo di quarzo che rinasce da una base di pietra grezza, su un piano nero, con una luce arancione che ne segue il profilo

Perché si perdono visite

Quando si rifà un sito, cambiano spesso gli indirizzi delle pagine, si eliminano contenuti, si cambiano titoli. Per i motori di ricerca è come se il vecchio sito sparisse e ne arrivasse uno nuovo, da conoscere da capo. Se nel frattempo i vecchi collegamenti portano a pagine inesistenti, le visite calano.

Partire da un'analisi

Prima di decidere che cosa cambiare, guarda che cosa funziona: quali pagine ricevono visite, da quali ricerche arrivano, quali sono collegate da altri siti. Questi dati si trovano negli strumenti di statistica e in Google Search Console, se sono attivi.

La mappa degli indirizzi

Per ogni pagina del vecchio sito si decide: resta con lo stesso indirizzo, si unisce a un'altra, si riscrive, si elimina. Ogni vecchio indirizzo deve avere una destinazione nel nuovo sito, anche se la pagina non esiste più: di solito la pagina più vicina per contenuto.

  • Pagine che restano: stesso indirizzo se possibile
  • Pagine unite: reindirizzamento alla nuova
  • Pagine eliminate: reindirizzamento alla più vicina
  • Mai lasciare vecchi indirizzi senza destinazione

Reindirizzamenti e controlli

I reindirizzamenti permanenti (codice 301) dicono ai motori di ricerca e ai browser che una pagina si è spostata. Vanno configurati prima della pubblicazione e provati uno per uno.

Dopo il passaggio, per alcune settimane, si controllano errori, pagine non trovate e andamento delle visite. Qualche oscillazione è normale; un calo netto indica un problema da correggere subito.

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